giovedì 7 gennaio 2010

Il culto degli assassini

I costumi degli assassini ritratti in un raro libro scampato allo sterminio testimoniano che vi era un culto e delle gerarchie fra gli assassini. Del loro culto e delle loro pratiche non vi è traccia alcuna se non in alcune ricostruzioni o alcune fonti indirette.Il colore dell'abito di un assassino era in bianco ed in rosso. bianco che simboleggia la purezza, ed il rosso il sangue.
I colori simboleggiano il coraggio (bianco) ed invincibilità(rosso).Sebben questi fossero musulmani, la loro dottrina presentava notevoli varianti poichè i reclutati potevano cibarsi di carne di maiale (cibo proibito per ogni islamico).
si ritiene che il vecchio della montagna sia stato una sorta di capo spirituale della Nuova Predicazione (Da'Wa Jadida).
La setta esoterica nacque da uno scisma nella componente sciita dell’Islam e pare che l’hashish fosse dato addirittura come ricompensa ai combattenti di ritorno dagli agguati. C’è anche chi azzarda un parallelismo tra gli Hashashin e Al Qaida. I punti di similitudine sarebbero: l’autofinanziamento tramite sostanze stupefacenti (l’oppio dei Talebani afgani;le riserve di canapa degli Hashashin vendute nei mercati neri), la minaccia violenta alla quale sottoponevano i regnanti e gli sceicchi del Medio Oriente del tempo determinandone le politiche, la struttura interna misteriosa e inafferrabile e l’efferatezza delle loro azioni. fattostà che gli Hashashin durarono 201 anni.

Alcuni obbiettivi strategici

La fama della setta si sparse immediatamente per il medio oriente;una serie di omicidi riusciti accrebbe il terrore e il rispetto verso gli adepti,che ben presto arrivarono a minacciare gli interessi cristiani in Terrasanta.
Ben presto il raggio d’azione si allargò;ne fece le spese,per esempio, Corrado di Monferrato, re di Gerusalemme,che venne ucciso da due sicari.
Catturati,vennero riconosciuti come due convertiti al cristianesimo
Sotto tortura,raccontarono di essere stati assoldati da Federico Barbarossa,nemico giurato di Corrado.
Una versione probabilmente pilotata dal vecchio della montagna,che aveva tutto l’interesse a mantenere ostili i rapporti fa le varie componenti cristiane,da sempre preda di diffidenze reciproche.
La morte di Corrado rappresentò la punta più alta della strategia della setta;la morte di Hasan,avvenuta poco tempo dopo,segnò anche l’inizio del declino della stessa.
Gli ultimi colpi della setta,di una certa rilevanza,furono l’attentato ad Edoardo d’Inghilterra e l’uccisione di Filippo di Monfort;dopo di che,lentamente,gli omicidi politici iniziarono a diminuire.
Il motivo è da ricercare nell’invasione mongola,che agì come una nube di cavallette su un campo di grano;molti adepti vennero catturati e passati per le armi,mentre le loro rocche,ad una alla volta,cadevano.
ancora altri colpi spettacolari,come l’attentato a Raimondo, figlio di Boemondo IV di Antiochia,il tentativo di ricatto nei confronti di Luigi il santo e nei confronti dello stesso saladino,che riuscì a scampare miracolosamente ad un loro attentato.Gli ultimi colpi della setta,di una certa rilevanza,furono l’attentato ad Edoardo d’Inghilterra e l’uccisione di Filippo di Monfort;dopo di che,lentamente,gli omicidi politici iniziarono a diminuire.

mercoledì 6 gennaio 2010

Rapporti politici ed esoterici

Restarono misteriosamente fuori dagli obiettivi della setta gli ordini monastico-guerrieri,come gli Ospitalieri,i Teutonici e i Templari.

Questi ultimi ebbero sicuramente rapporti privilegiati con il vecchio della montagna,rapporti oscuri ma testimoniati,per esempio,dall’introduzione tra di loro dell’idolo pagano Baphomet,che sarà uno dei motivi trainanti del futuro processo all’ordine.


Cosa portò i Templari a questa connivenza con saraceni nemici della cristianità è un enigma storico mai risolto.
Probabilmente influì la politica del farsi amico del proprio nemico in una sorta di non belligeranza che accontentava tutti;o forse i templari riuscirono,in qualche modo,a “proteggere” il vecchio e la sua setta dagli attacchi dell’esercito cristiano.

Forse ci furono connivenze in cui non era estraneo il fortissimo potere economico dell’ordine,o ancora qualche segreto innominabile;il fatto indiscutibile è che Teutonici,Templari ed Ospedalieri non ebbero mai problemi con il Vecchio della montagna,e viceversa.

Hasan ibn al-Sabbah

Per parlare della setta degli assassini e del loro capo,chiamato dai musulmani Capo della montagna e dai crociati con la variante Vecchio della montagna,occorre necessariamente parlare della frattura religiosa che segui la morte del profeta Maometto.Le divisioni che frantumarono quanto il profeta si era sforzato di unire furono essenzialmente politiche,prima che religiose.La parte predominante dei fedeli seguì l’ideologia sunnita,anche se effettivamente è incorretto parlare di ideologia,in quanto si trattava di una corrente politico religiosa che affermava di essere l’unica legittimata alla successione del profeta.

Una parte minoritaria era composta da sciiti,confessione che si ispirava alla corrente politica che discendeva da Ali,genero di Maometto;al suo interno c’era un’altra corrente,gli ismailiti,che si considerava a sua volta l’unica vera depositaria degli insegnamenti del profeta,e venerava come settimo profeta Ismail,un teologo vissuto nell’VIII secolo, di cui attendevano il ritorno.

All’interno degli ismailiti si costituì una setta,intransigente e fanatica,comandata dal Shakik al Giaba,il capo della montagna,che verrà chiamato da crociati e cristiani il vecchio della montagna.Non un unico personaggio,come vedremo,ma una specie di carica elettiva,che si trasferiva di capo in capo,in assoluta segretezza,quasi per voler testimoniare una sorta di immortalità del capo.Il più importante dei capi fu Hasan ibn Al Sabbah,colui che rese famosa la setta.La sua prima intuizione,geniale,fu quella di dotare la setta di rifugi assolutamente inviolabili;il più famoso era il rifugio dell’aquila,a Alamuth,una piccola città arroccata su una montagna assolutamente inespugnabile.La leggenda vuole che hassan bin sabah, giovane, travestito da mendicante si recò dal re erudito chiedendo di poter acquistare il suo castello. il re ironicamente rispose di si, poichè non credeva che il "mendicante" disponesse della somma, ma tolto il camuffamento egli divenne proprietario a tutti gli effetti della fortezza. da lì iniziò la sua opera di reclutamento

Non fu l’unico rifugio della setta,che aveva altre rocche della stessa natura sparse un po’ dappertutto,da dove uscivano,perfettamente indottrinati e addestrati,gli assassini.Presto il vecchio della montagna si trovò a disporre di un nutrito gruppo di seguaci dalla fedeltà assoluta e dalla ferocia più estrema.La fama della setta si sparse immediatamente per il medio oriente;una serie di omicidi riusciti accrebbe il terrore e il rispetto verso gli adepti,che ben presto arrivarono a minacciare gli interessi cristiani in Terrasanta.

I tentativi di assaltare la rocca principale,Alamuth,si risolsero in un fallimento;in particolare ci fu un califfo che rinunciò ad ogni velleità il giorno che si trovò,sotto il cuscino,un pugnale della setta,segno inequivocabile della presenza,tra la corte dello stesso,di adepti della stessa.
Il vecchio e i suoi assassini non vanno però considerati come dei volgari killer prezzolati;come detto all’inizio,era fortissima la connotazione religiosa,ed era sicuramente la molla principale che muoveva le loro azioni.Il vecchio della montagna non inseguiva il successo personale o la ricchezza;il denaro che la setta otteneva per i suoi servigi, spesso anche solo come “tangente”per evitare guai maggiori,era utilizzato dalla stessa per indottrinamento e per le spese di mantenimento del piccolo esercito che lo componeva.Ben presto il raggio d’azione si allargò;ne fece le spese,per esempio, Corrado di Monferrato, re di Gerusalemme,che venne ucciso da due sicari.Il vecchio della montagna, aveva tutto l’interesse a mantenere ostili i rapporti fa le varie componenti cristiane,da sempre preda di diffidenze reciproche.La morte di Corrado rappresentò la punta più alta della strategia della setta;la morte di Hasan,avvenuta poco tempo dopo,segnò anche l’inizio del declino della stessa.Il motivo è da ricercare nell’invasione mongola,che agì come una nube di cavallette su un campo di grano;molti adepti vennero catturati e passati per le armi,mentre le loro rocche,ad una alla volta,cadevano.

Il colpo di grazia lo inferse il sultano d’Egitto Baybar,che sgominò completamente la setta,distruggendo le ultime roccaforti della setta degli assassini.La loro parabola giunse così al termine,lasciandosi alle spalle una scia impressionante di assassinii,compiuti in tutti i campi e tra tutte le confessioni,tra re e nobili,sultani e governatori.

I Nizariti: origini

570 d.C: nasce Maometto,il quale afferma di operare in base a una Rivelazione ricevuta,e comincia a predicare una religione monoteista basata sul culto esclusivo di Dio (Allah). prima di Maometto, in medio oriente erano sentite differenti religioni: zoroastrismo,ebraismo, cristianesimo ed altre religioni inferiori, politeiste che però facevano risalire ad allah, l'origine del tutto.Alla morte di Maoetto, non vi fù un vero e proprio erede del culto islamico, cosicchè la sua opera profetica venne contesa fra i suoi familiari, decretando l'inizio dell'era dei califati. fra questi vi era alì, lo sposo dell'unica figlia femmina di maometto, che si definì il vero e proprio continuatore della dottrina islamica. egli a differenza dei califfi che si riferivano alla summa (sunniti) si riferì alla teologia e per questo diede origine al movimento sciita, il quale riconosceva fra i doveri dell'islamico, anche la Jiahd, ossia la guerra santa per diffondere la dottrina. iniziò un lungo periodo di travaglio fra gli schieramenti sunniti e sciiti che continuò fino a dopo la morte di alì. intanto l'islam sciita e sunnita andava via via sempre meglio formandosi e delineandosi, creando sincretismi con induismo, zoroastrismo ed ermetismo. in particolar modo gli sciiti ereditarono un elemento importante della religione induista: il ritorno e la reincarnazione del profeta, visto come un illuminato. gli sciiti ritrovarono inoltre, la loro identità e discendenza da ismaele, figlo di abramo e avo di alì. I Nizariti, o Assassini (“al-Hašišiyyun”) furono una setta militante musulmana (sciita ismailita) attiva tra l’VIII e il XIV secolo. Furono attivi per tutto il Medioevo, ma soprattutto in Persia e in Siria a partire dall’XI secolo, in seguito ad una importante scissione della corrente ismailita avvenuta nel 1094 sotto la guida di Hasan ibn al-Sabbah, detto il Vecchio della Montagna, la cui roccaforte fu Alamut, nel nord della Persia, fra Teheran e il mar Caspio. Alla fine del Medioevo praticamente scomparvero, sommersi dal successo del ramo principale dell’ismailismo. All’inizio, i futuri Nizariti non erano che gli adepti dell’ismailismo in Iran, cioè una setta sciita minoritaria in un paese allora sunnita. Sotto la guida del loro capo carismatico Hasan ibn al-Sabbah, nel 1090 gli ismailiti presero il controllo del forte di Alamut ed estesero la propria influenza all’Iran e alla Siria. Gli adepti venivano inquadrati nei vari gradi della setta, da novizio a gran maestro, secondo il loro livello d’istruzione, di affidabilità e di coraggio, seguendo un piano intensivo di indottrinamento e di addestramento fisico. Hasan terrorizzava i nemici attraverso gli assassini individuali: membri dela setta venivano inviati, singolarmente o a piccoli gruppi, con la missione di uccidere una persona importante. Le esecuzioni, per impressionare di più, erano condotte in pubblico, nelle moschee, preferibilmente il venerdì, giorno sacro dell’Islam. Di solito gli assassini (“fedai”) erano uccisi sul fatto. La serenità con cui si lasciavano massacrare fece pensare ai contemporanei che fossero drogati con hashish, donde l’appellativo di “haschischiyoun” o “haschaschin” (mangiatori d’erba), che produrrà il termine Assassini. Nel 1094, alla morte del califfo fatimida del Cairo Al-Mustansir bi-llah, si aprì una guerra tra i due figli Nizar e Mustali per la successione. Hasan si schierò con Nizar, ma i partigiani di quest’ultimo furono sconfitti in Egitto: fu la rottura tra gli ismailiti di Alamut e tutti gli altri (da qui il termine Nizariti). Sotto il severo governo di Hasan comunque i Nizariti prosperarono.